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– Cammino verso lo storytelling

Torniamo a parlare della coerenza nel testo. Ho visto un esempio che mi è piaciuto: una donna (una professoressa, credo) ha chiesto di pensare che ogni suo dito fosse un concetto all’interno del testo. Poi, ha intrecciato le dita.

“Non basta avere tanti concetti: per formare una trama, ognuno di questi concetti deve aderire agli altri, senza lasciare buchi e senza emergere né andare all’indietro”, ha detto.

Per questo, ha creato una checklist, da usare alla fine del testo (qui torneremmo al famoso suggerimento di scrivere la prima bozza tutta d’un fiato, senza pensarci troppo su – suggerimento che non sempre si riesce a mettere in pratica, perchè l’ansia di sbagliare ci blocca eccome).

Ecco la checklist (ma bisogna tenere presente che si rivolge ad un qualunque testo, ho il sospetto che non sia davvero legata ad un testo letterario quanto, piuttosto, al tema in classe):

  1. C’è un tema centrale, un argomento di fondo?
  2. Tutte le informazioni lo sviluppano e sono a lui collegate?
  3. Ci sono tutte le informazioni necessarie per comprenderlo senza passaggi bruschi da un elemento all’altro? In pratica, il suggerimento è lo stesso che per la lavatrice: mettere insieme le cose simili e separare le cose diverse (unendo però i due gruppi con un “ponticello” di parole).
  4. Ci sono contraddizioni? Si trovano informazioni collegate senza logica?
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