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– Cammino verso lo storytelling

“quella volontaria sospensione del dubbio momentanea, che costituisce la fede poetica” (Samuel Taylor Coleridge).

Mi pare di aver capito che un elemento fondamentale di ogni scritto di fantasia sia la “sospensione del dubbio“, azione con la quale il lettore accetta che, nell’universo dell’opera narrativa in questione, possano verificarsi eventi che sarebbero impossibili, sacrificando realismo e occasionalmente credibilità per il bene del divertimento.

Sembra bello, no? Il problema è che – come scrive anche Wikipedia – “L’importante è che tali violazioni avvengano all’interno di determinati canoni e che non risultino incoerenti tra di loro“. Per riportare lo stesso esempio che segue questa frase: la Terra può essere invasa da alieni che comunicano telepaticamente, ma non si può affermare che anche tutti i terrestri usino la telepatia, perchè questo va contro la “realtà”. Insomma, “La sospensione del dubbio non implica la soppressione totale della logica e della coerenza“, né può essere usata per giustificare buchi narrativi.

E con questo concetto proseguiamo il nostro viaggio nel tema della “coerenza”. Dite: non avete anche voi la sensazione di essere rimbalzati da una parte all’altra senza riuscire ad afferrare niente di concreto? Io si, e questo mi fa molto innervosire.

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